PROGETTO SPORT A SCUOLA

Realizzato da Pasquale Litti, cintura nera di Judo e Ju-jitsu
Istruttore federale FIJLKAM
Educatore sportivo scolastico CONI
Abilitato all'insegnamento del Judo per disabili e supporto scolastico
A.S.D. NOI JUDO MONTECCHIO-PESARO
Info: Tel. 0721-50174
cell. 320-0379516
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

FOTOSCUOLA

 

FILOSOFIA DEL PROGETTO


" La libertà favorisce la creatività del bambino già presente nella sua natura. Dalla libertà deve emergere la disciplina. Un individuo disciplinato è capace di regolarsi da solo quando sarà necessario seguire delle regole di vita." – Maria Montessori

 

IL JUDO CONTRO IL BULLISMO

BULLISMO


L'idea non è certo "Divento forte così picchio io il bullo"!
Con il Judo si diventa più sicuri di sé, si acquisisce autostima e si diviene meno timidi, meno "vittima designata".
Inoltre il Judo promuove la solidarietà e lo spirito di gruppo: se vedo un compagno in difficoltà, intervengo in suo aiuto.

JUDO "L'IMPEGNO FISICO PER PENSARE"

 

UN SUPPORTO EDUCATIVO

All'inizio di un nuovo anno scolastico i Genitori si pongono sovente dei quesiti concernenti le attività dei ragazzi nel tempo libero. Queste attività, oltre che piacere ai ragazzi, devono rispondere a dei criteri precisi in funzione dei desideri famigliari. Desideri che sovente si orientano in funzione dell'organizzazione offerta, dell'apporto pedagogico interessante e funzionale, nonché della sensazione di benessere generale del ragazzo e del suo corretto sviluppo. Il JUDO nel suo aspetto strutturale primario è un metodo di educazione fisica, mentale e morale che si basa su valori comuni a tutta la Società. Anche se il Judo non è la sola disciplina che risponde ai numerosi criteri che determinano la scelta di un'attività per i propri figli, esso offre tuttavia una ricchezza di insegnamenti raramente riscontrata.
Creato verso la fine del secolo scorso, in un momento di grandi fermenti educativi (il movimento Scout, l?Esperanto, il movimento Olimpico), il JUDO doveva essere, secondo il pensiero del suo fondatore Prof. Jigoro KANO, un contributo a questa ricerca. Sintesi delle scuole guerriere dell'antico Giappone (JU JITSU e BUSHIDO), ha come scopo primario di sviluppare armoniosamente il corpo e lo spirito attraverso la pratica regolare di un'attività che lga insieme riflessioni e impegno fisico.
Ai nostri giorni, il JUDO resta ancora ciò che fu inizialmente, l'apprendimento di un metodo educativo. I moderni ed evoluti studi sulla pedagogia e psicologia hanno interessato anche gli insegnanti di JUDO, ma l'adattamento è avvenuto senza per questo snaturarne le origini.

 

PERCHE' IL JUDO?

Il gioco della lotta è una forma di espressione spontanea nel bambino, esso fa parte integrante della sua vita. Al tempo stesso, se la troppa energia impiegata in questa attività non trova una canalizzazione, la lotta amichevole può degenerare in combattimento e generare violenza.
Ispirandosi a questo bisogno di "LOTTARE GIOCANDO" o di "GIOCARE A LOTTARE", comune tanto ai bambini che alle bambine, l'insegnante di JUDO elabora un programma basato su questo fascino della "LOTTA SENZA RISCHI". In un quadro strutturato, dove delle regole precise e chiare basate sul rispetto degli altri e di se stessi, consentono l'applicazione di forme di lotta elaborata e non violenta, offrono anche ai bambini e ai ragazzi un dialogo elementare di movimento e dialogo sociale: RESISTERE e LASCIAR PRENDERE, RESTARE IN PIEDI e CADERE, PRENDERE e LIBERARSI.

Il JUDO è anche l'AVVENTURA! Una delle attrattive principali del JUDO è di potersi imporre, ma altresì di essere battuti nel contesto di un confronto nel quale l'abilità del corpo gioca il ruolo principae. Questa utilizzazione del corpo e la scoperta delle correnti di energia che vi circolano permette ai ragazzi una presa di coscienza della loro "FORZA", questa resta un'esperienza indimenticabile la cui memoria rimane nel corpo.
Si può iniziare a praticare JUDO solo con delle persone disposte a impegnarsi per il bene comune e capaci di farlo. Non a caso le due massime del Prof. KANO ha posto a fondamento, recitano:
TUTTI INSIEME PER PROGREDIRE col MIGLIORE IMPIEGO DELL'ENERGIA.
Ciascun ragazzo deve dare qualcosa al suo compagno per poter progredire. L'esperienza della fiducia data e ricevuta praticando il JUDO, è unica nel suo genere e permette al ragazzo di sviluppare una sana idea delle sue relazioni con gli altri. Questo aspetto della fiducia si ritrova nella relazione con l'Insegnante il quale è "NELL'AZIONE" in ogni istante. Partecipando a ciascun esercizio gli Insegnanti "DIMOSTRANO", si lasciano "PROIETTARE" e si impegnano, occasionalmente, in INCONTRI di studio. Questa dualità con l'adulto, nel rispetto dei ruoli di ciascuno, permette al ragazzo di formarsi una personalità forte e unica senza alterare la freschezza infantile.
Sotto un'aspetto più tecnico, rimane il fatto che il JUDO è una disciplina di lunga pratica e che i risultati di una progressione didattica possono talvolta sembrare lunghi. Per prendere forma, lo sviluppo del JUDOKA deve appoggiarsi su una base essenziale: la possibilità di scoprire e e di vivere "QUI" e "ADESSO" le esperienze specifiche e il fascino di questa pratica. Per ottenere questo effetto è utile che la tecnica insegnata sia basata su un solo obbiettivo alla volta,ma con un massimo di possibilità di realizzarlo. La realizzazione dell'obbiettivo pone il ragazzo in una condizione di fiducia nel suo potenziale e aumenta la sua stima personale. Come regola generale lo studio delle nuove tecniche, si collega a quelle che il ragazzo già conosce, ciò gli consente di essere in una condizione favorevole e di vedere i suoi progressi, prendere forma. Questo metodo d'insegnamento gli permette ugualmente di rimettere in discussione ciò che ha già acquisito col risultato di consentirgli una visione obbiettiva del suo impegno e della sua personalità.
Il JUDO visto da questa angolazione è dunque molto più che uno sport, è e resterà una SCUOLA DI VITA, nella quale il ragazzo imparerà a scoprirsi e misurarsi con se stesso, con gli altri ragazzi e con gli adulti.

Il programma del progetto si articola in linea di massima in 4 lezioni, di cui prevede una verifica finale. Le lezioni, una volta alla settimana, comprendono nozioni semplici, di facile proposizione ma soprattutto coinvolgono fattivamente gli alunni sul tatami (tappeto d'allenamento) inizialmente senza il judoji, il caratteristico chimono indossato da chi pratica questa disciplina, ma già dalla seconda lezione verranno coinvolti nell'apprendimento della corretta vestizione di un judoka e dell'importanza nel fare il nodo alla cintura.
Il programma prevede anche la distribuzione di una dispensa in bianco e nero, tratta da un lavoro svolto dalla FIJLKAM, che ripropone gli argomenti trattati nelle lezioni in modo semplice attraverso il fumetto. Può essere utilizzata dai bambini più piccoli con l'uso dei colori e da quelli più grandi attraverso la rilettura di quanto fatto in palestra con l'aiuto delle maestre e dei docenti, che potranno collaborare attraverso momenti di conversazione canalizzata sull'argomento, dal quale si prenderanno spunti per dar vita a lavori in classe, che saranno mostrati durante la lezione finale di verifica.
L'ultimo incontro prevede la verifica di quanto appreso durante le lezioni di judo, e la consegna ai partecipanti di un diploma di cintura biancogialla di judo.
Per qualsiasi informazione inerente alla richiesta di partecipazione al progetto nella scuola ci si può rivolgere al Maestro Pasquale Litti.

 

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